giovedì 4 febbraio 2010


7 Febbraio 2010

6 invitato a questo evento

ragnatela

FIERA DELLE SOLUZIONI IMMAGINARIE...

Recentemente è' stato detto e scritto che Castelvolturno è come una Rosarno al cubo. Per sfatare questo mito non c'è cosa migliore che venire a vedere con i vostri occhi. Per questo il prossimo evento della Ragnatela si svolgerà proprio a Castelvolturno presso la Casa del Bambino dove normalmente si svolgono le varie attività dell' associazione Black and White (www.neroebianco.org ) in favore dei figli degli immigrati. Sarà un'occasione per conoscere anche questa realtà che sogna di poter aiutare i ragazzi che frequentano la Casa, sia per la scuola materna che per il doposcuola, a credere e costruire un mondo-altro dove il rispetto e la valorizzazione della ricchezza che ciascuno possiede non siano considerate solamente un'ostacolo da superare o abbattere.

DOMENICA 7 FEBBRAIO RAGNATELA*CLANDESTINA @ CASTELVOLTURNO

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tutto il giorno fiera mercato di prodotti genuini&clandestini

donneconlegonne per parlare, scambiare idee, suggestioni, consigli, indumenti, libri, giocattoli…per bere una tisana insieme e programmare iniziative di aiuto reciproco, confronto tra donne, banca del tempo, baratto…

ore 11°° incontro-dibattito

“MANNAGGIA LA MISERIA

interviene Anselmo BOTTE

sul caporalato e sulle proposte contro lo sfruttamento degli immigrati

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ore 12°° presentiamo

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Nove reportage inediti. Nove storie da quell’arcipelago metropolitano che è Napoli. Ritratti di gruppo e singole vite: gli africani vittime del clan dei Casalesi, gli operai in cassa integrazione di Pomigliano, gli attori di strada di Gomorra, il parcheggiatore abusivo di piazza Mercato, il tredicenne suicida di Villaricca, l’operaio del depuratore di Cuma, il ragazzo che insegna italiano ai cinesi, il medico dell’ex manicomio di Aversa, l’agronomo che sfida i “vampiri” del territorio campano. E due storie disegnate. Vicende, luoghi e persone riscattati dai risvolti della cronaca, narrati in modo da ricostruire il passato accanto al presente, per svelare dettagli di cui nessuno ci aveva mai parlato.

Sangue amaro è il secondo annuario prodotto dalla redazione di «Napoli Monitor», mensile indipendente di cronache, inchieste, reportage e disegni. http://napolimonitor.wordpress.com/

Testi di Salvatore Porcaro, Luca Rossomando, Alessandra Cutolo, Marcello Anselmo, Massimiliano Virgilio, Gianluca Vitiello, Marco Borrone, Giusi Marchetta, Bernardo De Luca.

Disegni di Cyop&Kaf, Diego Miedo, Malov, Arp, Luca Eno Trimaldi

L’ancora del mediterraneo, 160 pagine, 13.50 euro / presto in libreria

ore 15°° laboratorio per bimbi

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Maschere in gioco

a cura di Rosellina LEONE_Masseria Padula (Pz)&FONDI RUSTICI

ore 16:00

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LA FOCE DELLE NOTIZIE”

IL NOTIZIARIO DI CASTEL VOLTURNO (30’)

un progetto di video partecipato a cura di Angelo Loy ed Emanuele Vernillo

realizzato dai ragazzi e dalle ragazze della Scuola Media G. Garibaldi in collaborazione con il Centro di accoglienza per immigrati Fernandes di Castel Volturno

La Foce delle Notizie è l’esito di un laboratorio sulle tecniche di ripresa audiovisiva che un gruppo di ragazzi ha utilizzato per realizzare ‘notiziari di approfondimento’, con set televisivi, conduttori, ospiti e inviati per i servizi esterni. Un esperimento pratico di inchiesta su temi complessi quali immigrazione, legalità e ambiente, affrontati con uno sguardo diverso dalla cronaca che spesso caratterizza le terre del Casertano.

Ore 17:00

Volevano braccia e sono arrivati uomini...

rosarno: il tempo delle arance

from

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Video realizzato da InsuTv a Rosarno nei giorni del pogrom e della deportazione dei migranti
per ritrovare, nelle immagini e nei racconti dei protagonisti, le ragioni della ribellione contro la violenza e l'apartheid. Cui è seguita la vendetta della mafia e del governo...


c/o Casa del Bambino Missionari Comboniani, Via Domitiana, Castel Volturno (CE) (da Napoli Centro BUS M1 subito prima di “Scalzone” a dx)
www.neroebianco.org tel. 3289739045 (gianpietro.PAZ)

4info: www.ragnatela.noblogs.org ragnatela@autoproduzioni.net

RAGNATELA CONNECTING PEOPLE

LUNICO LIMITE E’LA NOSTRA

IMMAGINAZIONE

lunedì 25 gennaio 2010

dal Corriere del Mezzogiorno.it

Reazioni alla petizione popolare, proposta da Antonio Scalzone, per «Liberare» la città dagli immigrati

La petizione popolare, proposta dall’aspirante sindaco Antonio Scalzone, per "liberare" la città dagli immigrati ha scatenato forti reazioni fra coloro, e sono tanti, che non condividono l’iniziativa ritenuta semplicistica e razzista. Monsignor Bruno Schettino, arcivescovo di Capua, motore del centro di accoglienza Fernandes, non ha voluto replicare al documento, preferendo i fatti. Sulla stessa linea Antonio Casale, responsabile del centro che da anni aiuta i tanti immigrati della zona fornendo loro - gratuitamente - vitto, alloggio e cure mediche. "Chi si propone come sindaco di una città complessa come Castel Volturno - precisa l’ex sindaco, Francesco Nuzzo - facendo leva sul razzismo, squalifica sicuramente l’intera comunità che, assolutamente, non è razzista.

Invece, in paese, deve essere innescato un processo capace di portare, quando possibile, all’integrazione e alla conseguente limitazione delle presenze di immigrati sul territorio. Purtroppo, non siamo in grado di tollerare una presenza così massiccia di immigrati. Far leva sugli istinti primari per creare l’odio verso lo straniero, seppur con la forma farisaica dello sfruttamento della popolazione nera da parte degli italiani, costituisce - insiste Nuzzo - un grande passo indietro in un momento in cui il Presidente della Repubblica e le altre istituzioni apertamente fanno discorsi di tolleranza e di integrazione umana. La presenza di tanti immigrati in paese - molti dei quali sbarcavano avendo scritto nel palmo della mano il nome di Castel Volturno - è determinata dalla scarsità di controlli nel tempo. L’arrivo di extracomunitari è stato favorito da facile allocazione nelle migliaia di costruzioni abusive i cui proprietari traggono forti e immorali guadagni sulla pelle degli stessi extracomunitari. Dobbiamo immedesimarci nello stato di queste persone disagiate, isolate e abusate. Ne’ Castel Volturno, né Rosarno sono città razziste. E’ evidente che la presenza di molti extracomunitari genera problemi delicati di carattere ambientali e sociali che vanno affrontati e risolti in modo adeguato. Il centro Fernandes - conclude Nuzzo - è una risorsa enorme poiché offre servizi a chiunque ne abbia bisogno. È un presidio che onora la città di Castel Volturno, di certo non la avvilisce".

L’ Arcidiocesi di Capua è stata tra le prime ad affrontare il fenomeno dell’immigrazione selvaggia che interessa il territorio di Castel Volturno già dagli anni ’80. Mense di solidarietà, assistenza medica e legale venivano portate nei "ghetti" improvvisati, nelle campagne e nelle case abbandonate diventate dormitori. Nel 1996, con il concorso del Comune di Castel Volturno e della Regione Campania, L’Arcidiocesi di Capua ha inaugurato il Centro di accoglienza denominato: "Centro Fernandes". Il Centro sorge in un grande e moderno edificio donato dalla famiglia Fernandes-Naldi e si sostiene esclusivamente con i fondi dell’8 per 1000 della Chiesa cattolica. (Corriere del Mezzogiorno.it 25/01/2010)


A questo punto sembra proprio che chi vuole liberare il territorio dagli immigrati, attraverso una petizione popolare, stia minacciando la "sicurezza" del territorio innescando la miccia del paventato razzismo e della intolleranza. Dopo, come a Rosarno, si dirà: " ma noi non siamo razzisti, abbiamo sempre aiutato",

E' vero... oggi giorno sono una minoranza coloro che si dichiarano "razzisti".

Non è politicamente corretto! Però bisogna essere onesti. Chi firma la petizione non venga dopo a dire: "ma io, non sono razzista!".

Invece della petizione popolare proponiamo cammini di dialogo

e mutua conoscenza per poterci capire e costruire qualcosa di bello.


TU CHE NE PENSI?

domenica 24 gennaio 2010

Anche il Papa ci dice che...

CITTA' DEL VATICANO - Benedetto XVI è tornato sul tema dell'immigrazione, per auspicare ancora una volta "soluzioni giuste e pacifiche dei problemi" che il fenomeno pone alle società moderne. "Rivolgo uno speciale saluto alle famiglie del Movimento dell'Amore familiare e a quanti questa notte hanno vegliato nella chiesa di san Gregorio VII pregando per soluzioni giuste e pacifiche ai problemi dell'immigrazione", ha detto il Papa al termine dell'Angelus, unendosi spiritualmente a un movimento di cattolici italiani che hanno dedicato, la scorsa notte, una veglia di preghiera all'accoglienza degli stranieri in Italia.


Preghiera necessaria

solidarietà con gli immigrati

"indocumentati" doverosa!


venerdì 22 gennaio 2010

CLANDESTINI: NUOVI SCHIAVI

"Il clandestino non ha voce, non ha parola, e chi non ha la parola pubblica, è uno schiavo, scriveva Aristotele.
La riduzione in schiavitù dei clandestini, allora, quella schiavitù che scandalizza e ripugna, e che perciò è facile trovare di questi tempi sulle pagine del giornale, non è un fatto superficiale, che può risolversi facendo appello a ragioni umanitarie. Quello è solo uno scandalo per finta. La schiavitù è invece un attributo della clandestinità. Un clandestino è sempre, potenzialmente, uno schiavo. Lo schiavo si fa davvero scandalo solo quando diventa pietra d'inciampo, e intralcia il cammino...
Clandestino è una parola viva, è quella parola che serve a designare un mondo indistinto il mondo dell'ombra appunto, degli uomini 'neri'. Una parola offensiva squalificante, che tende alla minorizzazione di chi con quella parola è indicato. Ma in quella designazione, dice appunto una verità: che c'è un soggetto negato, che rivendica una esistenza prima ancora che il diritto". (da Servi di M. Rovelli ed. Feltrinelli 2009 p. 19)

E' necessario aprire la possibilità di poter essere "indocumentato" per far emergere opportunità di legalità perchè il fenomeno migratorio è una realtà incontestabile nel nostro tempo da cui non si può fuggire o ignorare. La paura e la ricerca della nostra sicurezza non sono gli strumenti per affrontare degnamente e con equilibrio questa realtà.

Tu cosa ne pensi?

lunedì 26 ottobre 2009

Immigrati: macchia nera da togliere?

Sabato 16 ottobre la cattedrale era gremita di gente per celebrare la solenne veglia missionaria dal titolo “Vangelo senza confini”. Al termine della Veglia è stato distribuito un volantino, edito dalla Caritas, che poneva la questione immigrazione come sfida per il nostro essere missionari oggi, qui in Italia. E la sfida che l’immigrazione lancia alla nostra società e alla chiesa si è fatta sentire anche durante la mia testimonianza dove ho cercato di risponde alla domanda: come essere missionari oggi in italia?

Noi crediamo che essere missionari vuol dire credere nella chiesa universale (la famiglia di Dio, sparsa per il mondo), che non ha confini o barriere e che il suo messaggio può veramente toccare le coscienze dell’umanità. E’ un sogno troppo grande? Forse, però è il sogno di Dio.

Noi Missionari comboniani vogliamo essere comunità missionaria nel territorio di Castelvolturno (CE). Castelvolturno, è un territorio di frontiera, luogo esposto, un confine che sta li per essere attraversato e andare verso nuove terre, luoghi a volte sconosciuti. La frontiera è sempre stato il luogo degli arrivi e delle partenze. E’ il luogo dell’imprevisto e dell’inedito. Ma è anche il luogo di Cristo.

In questo territorio di frontiera, incontriamo migliaia di immigrati con le loro storie tragiche, dolorose e con le loro speranze e illusioni. Con loro siamo presenti cercando di fare in modo che questa frontiera diventi anche il luogo di Cristo. Grande è la tentazione di considerare gli immigrati come contenitori vuoti da riempire con cose. In realtà, grande è invece la ricchezza che sgorga dall’incontro con loro, considerati alla pari e non come persone fuori luogo.

Proprio per continuare a sognare con Dio, domenica e lunedì ci siamo trovati a Roma per continuare la manifestazione nazionale contro il razzismo che si era svolta il giorno precedente a fianco degli immigrati che vivono nel casertano e in particolare a Castelvolturno.

Eravamo circa in 3000, una vera “macchia nera” nel cuore di Roma, città dalle mille luci.

Eravamo la per farci notare, per affermare che le cose, così come stanno, non vanno bene, nè per gli immigrati nè per gli italiani. La realtà dell’immigrazione non deve diventare semplice folclore con balli e tam tam. Come una condizione di vita, non può diventare direttamente un reato, senza delle azioni criminose commesse che giustifichino tale reato. Così la clandestinità, come condizione di vita, non può essere criminalizzata senza offrire vie di uscita.

Anche per noi missionari da una parte c’è la tentazione di chiudersi in sacrestia limitandosi ad un servizio religioso che non entra nella storia del territorio e delle persone. Un ministero sacerdotale tranquillo e asettico, e credo sia la tentazione di tante parrocchie italiane più preoccupate di gestire il devozionale proponendo dialoghi con i vari santi “alla moda”. Spesso ci manca la dimensione “storica” dell’evangelizzazione, cioè entrare nelle problematiche sociali e umane del territorio e delle persone. E’ questa la dimensione missionaria della nostra pastorale.

Ebbene domenica abbiamo riempito la basilica dei SS. Apostoli per la celebrazione della messa. Um momento magico di riflessione alla luce della Parola di Dio per ringraziarlo del dono della vita e per chiedere la forza di poter continuare ad essere questa “macchia nera” che, da un lato disturba, ma dall’altro sprona la chiesa e la società italiana a scelte coraggiose in favore dell’accoglienza concreta e non solo di programmi a lungo termine studiati a tavolino.

In questi giorni a Roma abbiamo sperimentato che davvero la “macchia nera” da fastidio, non è al suo posto. Ma allora, perchè continuiamo a predicare da tutti i pulpiti della società che la diversità è una ricchezza, che la multietnicità è qualcosa di bello che ci farà davvero crescere?

Aparte queste contraddizioni, segni di speranza ci sono davvero. Infatti, abbiamo sperimentato l’accoglienza, per le 2 notti passate a Roma, da parte di varie chiese romane che hanno aperto le loro porte in un vero segno di solidarietà. Questo fa onore a tutti gli uomini e donne di buona volontà che condividono il sogno di Dio, costruire e sentirsi famiglia senza voler a tutti i costi togliere la “macchia nera” dalla nostra nazione.

In conclusione, quando ci guardiamo intorno, anche se a prima vista non si vedono segni di speranza, tutto sembra brutto, tutto sembra andare male, allora non fermiamoci; perchè esiste anche l’altro lato della medaglia che è reale e noi cristiani facciamo parte di questo lato per vocazione e per il battesimo ricevuto.

Quindi, insieme ce la possiamo fare, come comunità unita e fedele alla parola del Signore per far risplendere la luce del vangelo senza frontiere difendendo quei principi etici cristiani che fanno si che, per noi cristiani, la “macchia nera” non sia qualcosa da cancellare e lavare via, ma qualcosa che venga ad arricchire la nostra vita.

martedì 7 aprile 2009

E' PASQUA, DIN DON DAN...



Per chi suonano quest'anno le campane di Pasqua?


Mi sa che suoneranno un po stonate, non perchè il Signore non risorge, no! Ma, perchè ci sono ancora troppi crocefissi della storia che ancora non sono riusciti a risorgere come Gesù.


Noi crediamo che sia possibile anche oggi risorgere, si perchè non vale la pena bestemmiare contro il buio che ci circonda. E' meglio, quando uno torna a casa accendere una candela.


Auguriamo a tutti di poter accendere la candela della speranza e lasciarla ardere fino a che tutti abbiano la possibilità di risorgere.


SANTA PASQUA a tutti coloro che condividono e non condividono la passione per la missione vicina e lontana.